Aggiornamenti dal Mercato dell’Acciaio
Pare si debba attendere almeno fino alla prossima primavera perché si diradi l’incertezza che domina nel settore dell’acciaio.
Dopo un 2021 all’insegna della carenza di materie prime e dei conseguenti rincari, il 2022 si sta rivelando un anno inaspettatamente complesso, caratterizzato da un impatto fortissimo del caro energia sulle marginalità delle industrie del settore, e nel contempo da un ipercomprato innescato dalla guerra (una combinazione di fattori che ha mostrato i suoi effetti già dall’estate, abbattendo i prezzi).
Dalla Russia e dall’Ucraina arrivavano infatti oltre 5 milioni di tonnellate di acciaio, in particolare proprio dal Donbass, regione al centro del conflitto.
Se quindi, ad oggi, non sussistono criticità nella disponibilità di materiali nei centri servizio e nei magazzini, d’altro canto assistiamo a continui rimbalzi dei prezzi e a improvvisi stop and go degli ordinativi che rendono estremamente difficile avanzare previsioni a lungo termine.
Si cominciano comunque ad avvertire segnali di risveglio nel mercato, con una domanda più vivace, che ha favorito un immediato rimbalzo dei prezzi dei coils.
È ormai diffusa la convinzione che i livelli di fondo del mercato siano stati ormai superati. I prezzi offerti dalle acciaierie sono infatti saliti mediamente sull’ordine degli Euro 30-50/ton rispetto ai recenti livelli minimi.
L’approssimarsi delle chiusure degli stabilimenti produttivi ha contribuito ad accelerare l’attività di scambio per i fabbisogni dei primi mesi del 2023 nonostante le incerte prospettive per l’inizio del 2023.









